PerCorso di Introduzione ai Fiori di Bach

I Fiori di Bach

Le essenze floreali, scoperte inizialmente da Edward Bach ed oggi riconosciute in tutto il mondo, rappresentano uno strumento profondo e allo stesso tempo delicato per la conoscenza di sé e la cura del corpo e dell’anima.

 

Attraverso l’incontro con la vibrazione delle piante e dei fiori  è possibile raggiungere uno stato di profondo benessere ed armonia, essenziale per la salute. I fiori infatti, portatori della più alta vibrazione del mondo vegetale, hanno la capacità di entrare in risonanza con i nostri stati emotivi, secondo Bach causa di disarmonie, disagi e disturbi, e armonizzarli, riconnettendoci con la nostra essenza più profonda.

In questa chiave la malattia o l’infelicità vengono lette come una separazione dal nostro sé più profondo, che finisce per giacere inascoltato sotto strati di condizionamenti, compensazioni e pensieri distorti che ce ne allontanano sempre più, generando confusione ed emozioni disturbanti che a lungo andare possono manifestarsi come  sintomi e disagi di vario genere. Il contatto con i fiori stimola le risorse di autoguarigione del corpo, riallineando l’intero sistema ad una vibrazione più armonica.

 

Risorse e intenzioni

 

Nei Corsi di Introduzione ai Fiori di Bach, pratici ed esperienziali, sarà possibile acquisire degli strumenti semplici ed efficaci per riequilibrare i nostri stati emotivi, comprendere ed armonizzare emozioni e stati d’animo, e imparare a cogliere il messaggio che ogni disagio ci porta. Si imparerà inoltre come utilizzare le essenze floreali per il benessere del corpo fisico, oltre che delle piante, degli animali ecc.

Il PerCorso introduttivo si svolge in 4 incontri di 2,5 ore ciascuno. Il metodo proposto facilita la sperimentazione diretta dei 38 rimedi e la comprensione delle diverse sfumature di emozioni che queste riequilibrano.

 

Chi volesse poi continuare ad approfondire la conoscenza delle essenze può farlo frequentando il Corso di Formazione sui Rimedi Floreali nel quale studieremo l’efficacia dei fiori sulle dinamiche relazionali e psicologiche, gli effetti a livello energetico e sui corpi sottili,  fino poi a comporre una visione organica, ricca ed articolata, dell’approccio olistico al benessere e alla salute.

 

Al termine del Corso viene rilasciato un Attestato di Partecipazione.

 

Prossime date

 

Per maggiori informazioni contattami!

Ho appena concluso il percorso di primo livello su FIORI DI BACH condotto dalla Dott. Ilaria Di Donato Counseling ... Molto interessante, emozionante e pieno di vita.. Attendo nuove date per continuare questo meraviglioso percorso.. Nel frattempo.. FIORIIII!!!! Grazie grazie grazie!

Michela, estetista

 

Leggi altri feedback


Per-Corsi di consapevolezza con i Fiori di Bach

Come funziona un Per-corso di consapevolezza con fiori di Bach?

 

 

Nell’approccio più semplice e comune al lavoro con i fiori di Bach, che introduciamo nel primo livello, si tende a porre l’accento su un approccio di tipo sintomatico, ovvero se provi questo prendi questo fiore, se sei geloso prendi holly, se hai paura mimolus, se ti senti in colpa Pine. E’ semplice e funziona anche se il disturbo parla nel corpo senza che l’emozione corrispondente affiori alla coscienza.

In questi casi comprendere l’analogia che il disturbo manifesta, comprenderne il messaggio, diventa chiaro usando il fiore di riferimento. Ogni fiore infatti ha sia una rispondenza cutanea precisa, che consente di associare il fiore al disturbo, sia una dimensione analogica che permettere di comprendere la storia che il sintomo racconta.

In questo senso i Fiori di Bach funzionano come una mappa. Una fantastica e completa mappa di quel territorio sconosciuto che è l’inconscio, così difficile da illuminare e scorgere per un attimo nelle sue profondità.

Nel primo livello impariamo ad usare come mappa l’analogia del disturbo, cominciamo a chiederci “cosa mi sta dicendo il mio corpo?”, nel secondo introdurremo le rispondenze cutanee e nel terzo quelle energetiche.

 

Ieri sera, ad esempio, mi sono accorta di un dolore al seno sinistro, proprio come una mastite. Non riuscivo a capire da dove venisse, sentivo solo male. Una parte dei pensieri è partita subito alla ricerca di una causa meccanica, avrò sbattuto, forse un’infiammazione o chissà cosa, un’altra parte di pensieri ha cominciato ad indagare dentro: ”cosa sta succedendo, di cosa mi parla questo dolore?”.

Lì per lì non riuscivo proprio a trovare la chiave, poi osservando il dolore attraverso il linguaggio dei fiori ho cominciato a vedere…. Oggi la mia bambina va alla scuola dell’infanzia. È il primo giorno. E riflettendo sui fiori e il loro messaggio ho potuto vedere con chiarezza il dolore che provo per questo primo simbolico distacco, e il carico che ho messo su questo momento per i pregiudizi che ho sull’educazione scolastica. Insomma, non volevo proprio staccarmela dal seno, e il seno me lo ha detto col suo dolore!

È bastato questo, ascoltare ed accogliere il messaggio del corpo in quel momento perché il dolore si sciogliesse. E farmici una risata sopra, sulla chioccia che sono, ha fatto il resto.

Ora, quest’idea che il sintomo sia spesso un messaggio non è mia, né nuova. Ne parlano tanti autori, ed in modi molto più seri ed approfonditi. Il valore aggiunto di questo tipo di approccio al lavoro con i fiori è però la sua semplicità, ed immediatezza.

Se ieri sera non avessi compreso il messaggio, ovvero se quel contenuto inconscio- il mio carico e il dolore del distacco- non avessero trovato la via per affiorare alla coscienza, avrei potuto prendere il fiore e il processo di rilascio sarebbe probabilmente accaduto lo stesso.

Sarei stata meglio, anche senza capire razionalmente perché.

Perché molto spesso l’ostacolo al poterci guardare, e comprendere, è proprio la mente razionale e giudicante che sa sempre come dovremmo essere, ovvero diversi, e cosa dovremmo sentire, cioè qualcos’altro da quello che sentiamo. È matematico, no?

Secondo il nostro giudice interiore dovremmo essere perfetti secondo uno standard inafferrabile, che si sposta inesorabile ad ogni nostro passo. Nel mio caso, ieri, l’immagine ideale e fittizia della Mamma Perfetta poteva facilmente mettersi di traverso, cominciando a giudicare il mio dolore.

E questo non avrebbe aiutato ad accettare che sono anche una chioccia, a volte. Ansiosa e giudicante. A volte, non solo e sempre come il mio giudice interiore sostiene. Ma quando mi giudico ed entro in conflitto il dolore appare, il disturbo si manifesta.

Cosa posso fare allora?

Vederlo, accettarlo, se possibile riderne un po’. Questo permette al conflitto di ammorbidirsi, attenuarsi, a me di lasciare andare. Di crescere un altro po’, ed includere un altro pezzetto di me nella coscienza. E se non capisco, o non posso accettare o riderne, posso prendere uno o più fiori che mi aiutino ad accogliere, armonizzare e sciogliere quello specifico conflitto. Come vedremo nel percorso, molto importante è anche il lavoro con le intenzioni: anche se non so come fare a risolvere quel particolare nodo, posso rivolgermi alla risorsa che il fiore offre e porre lì la mia intenzione. Ma questo argomento lo trovi illustrato meglio qui.

 

 

Proseguendo poi nel cammino di consapevolezza con il secondo livello, possiamo cominciare a riflettere su come impostare un percorso di crescita e consapevolezza nostro o del nostro eventuale cliente, che porti alla soluzione dei disturbi e dei fastidi attraverso una comprensione ancora più profonda del loro messaggio. Sistemica.

Possiamo imparare a guardare come funziona la nostra mente, e come alle volte si creino conflitti tra questa, e il percorso della nostra anima: l’anima tende verso la realizzazione, l’espansione, l’uno, la mente verso la sopravvivenza, la conservazione, il due, ecc….

Questi conflitti inevitabili generano sofferenza, e questa sofferenza si manifesta nella nostra vita, a diversi livelli.

 

Lavorando con i fiori e nel modo specifico che introdurremo, basato su risorse e intenzioni noi invitiamo la composizione e lo scioglimento di questi conflitti attraverso la realizzazione di una comprensione più ampia e di un… ”allargarsi” della nostra coscienza. Appropriarci delle nostre risorse, riscoprirle o recuperarle ci permette di scegliere sempre di più, ci permette di essere pienamente, e sempre più liberi.

 

Le risorse che i fiori ci offrono, infatti, altro non sono che uno specchio delle nostre... non certo flaconcini magici di fiducia o capacità o amore o efficienza, ma piuttosto “attivatori” che ci ricordano che dentro di noi c’è tutto ciò di cui abbiamo bisogno.

 

 

Raccontami la tua esperienza, e proviamo insieme a disegnare la  mappa per tornare a casa, cominciando dai 38 rimedi scoperti da E.Bach….

 

leggi di più 0 Commenti

Scegliere


Scleranthus, fiore di Bach n. 28
In questi giorni un'amica mi parlava della difficoltà di scegliere e dell'insicurezza/paura di sbagliare che la fa dipendere troppo spesso dal parere degli altri, e che finisce per innescare l'attacco del suo giudice interiore che davanti alla sua incertezza fa partire il disco del "non sei buona a nulla, non riesci neanche a capire cosa ti piace, ne inizi mille e non ne finisci una" ecc.... Ecco, questo è proprio un perfetto esempio di scleranthus, in uno stato disarmonico. Questo fiore bellissimo può aiutarci quando ci troviamo nell’incapacità di decidere tra due cose, considerando giusta ora l’una, ora l’altra.
La nota dominante di questo stato è la mancanza di stabilità e fiducia. In noi stessi soprattutto.
Poiché manca la sicurezza in sé, si cerca (troppo spesso) il consiglio degli altri finendo per oscillare tra le diverse opinioni degli amici che generano ancora più confusione e auto giudizio.
Nel parlare di un fiore possiamo considerare sia lo stato disarmonico descritto, che tutti prima o poi attraversiamo, sia, se in quello stato ci riconosciamo costantemente, quella come la nostra tipologia di base.

I tipi scleranthus, non riuscendo a prendere decisioni sono mentalmente tormentati, spesso nervosi e senza pace. Il problema, quando ci troviamo in questo stato disarmonico, è pretendere di fare assegnamento unicamente sull’intelletto, come se questo garantisse la "giustezza " della decisione, e non sull’intuizione, vera guida nelle scelte.
Questo fiore è utile anche in ogni oscillazione tra estremi: la depressione e la gioia; momenti di entusiasmo alternati a crisi pessimiste, bulimia e anoressia.
Un elemento molto interessante è che scleranthus aiuta anche a far pace col proprio corpo, a perdere peso riequilibrando il rapporto col cibo e ammorbidendo i picchi di abbuffate e digiuni.
Kraemer lo considera fiore centrale del binario collegato a crab apple, fiore per chi non si piace....

Possiamo usare scleranthus anche quando i sintomi, la febbre, ecc. vanno e vengono, sorgono e spariscono con rapide oscillazioni, seguendo lo stato mentale, oppure per il mal d'auto, d'aereo, anche per i bambini.

Il rimedio porta una chiara visione mentale, capacità di prendere decisioni rapide, determinazione e calma di fronte alle difficoltà. Sviluppa le caratteristiche di un leader efficiente.

Bach descrive così Scleranthus: Rimedio per coloro che non riescono a dare ordine alla propria mente nel modo che vogliono; prima gli sembra giusta una cosa, poi un’altra. I loro desideri, come i loro sintomi corporei, sembrano andare e venire. Sono privi di determinazione ed incapaci di decidere rapidamente o in modo definitivo; inoltre le loro decisioni cambiano velocemente.
Incertezza nelle azioni fisiche, incostanza, tremore, movimenti traballanti e incontrollati, camminata incerta. Il loro umore cambia rapidamente: prima sono allegri, poi depressi. La loro conversazione può saltare rapidamente da un oggetto all'altro.

Può essere preso solo, in diluizione, oppure in combinazione con altri fiori.
Scrivimi se vuoi saperne di più,
buona scelta
Ilaria

leggi di più 0 Commenti

Rescue Remedy - Cos'è e come usarlo

.

Rescue Remedy  (Rimedio d’emergenza)

 

 

Condizione che sviluppa, armonizza o risveglia: Presenza di spirito

 

 

Uso e applicazioni
Molte sono le applicazioni di questo rimedio,l’unico composto ideato da Edward Bach stesso per rispondere agli stati acuti di emergenza emotiva, e per stimolare la capacità di autoguarigione.

 

 

E’ un rimedio composto da 5 fiori, l’unico composto preparato da Bach stesso.

Contiene:

 

*      Cherry plum per non perdere il controllo

 

*     Clematis per mantenere la presenza

 

*      Impatiens per lo stato di agitazione

 

*      Rock rose per il panico

 

*      Star of Betlehem per i traumi fisici e mentali

 

Può essere usato in tutti i casi di choc fisico, psichico, emotivo, in momenti di crisi o di difficoltà acuta, per superare o prevenire situazioni in cui l’ansia e lo stress potrebbero prendere il sopravvento (brutte notizie, incidenti, scadenze, lutti, interventi chirurgici, forti spaventi).

Aiuta a mantenere integra la persona; lavora anche sul passato o aiuta a prepararsi ad un evento prossimo, ritenuto potenzialmente stressante..

 

Rescue Remedy è un rimedio di pronto soccorso, da portare sempre con sé, prezioso nelle situazioni in cui un avvenimento sgradevole e imprevisto scombussola del tutto l’individuo sul piano psico-energetico. Completamente atossico, non provoca assuefazione e non ha effetti collaterali. Non deve però essere considerato una panacea, e tanto meno sostituire le cure mediche ortodosse. In situazioni gravi come gli incidenti, è indispensabile chiamare subito un medico o l'ambulanza. Prima dell'arrivo dei soccorsi, però, il rimedio si è dimostrato di grande aiuto nel ristabilire l'equilibrio emotivo, esercitando un effetto calmante e stabilizzante. Può essere utilizzato da solo o in combinazione con altri fiori.

 

Il Rescue Remedy va utilizzato come misura d'urgenza destinata a ristabilire in breve tempo l'equilibrio psico-fisico.

 

Lo scopo è di contrastare lo shock fisico e psichico sopravvenuto in seguito a un incidente o una cattiva notizia. Non si tratta di sostituire le cure mediche ma di predisporre il corpo e la mente ad una più rapida guarigione. E' possibile ricorrere a questo rimedio nell'imminenza di un avvenimento che può essere traumatico (per esempio un'operazione chirurgica, la visita ad una persona morente, ecc.). Se la persona ha perso i sensi, le si inumidiscono le labbra con qualche goccia di rescue ogni cinque minuti durante la prima ora, poi ogni dieci minuti, e ogni quindici minuti successivamente, finché la persona non reagisce.

 

 

 

Paura e traumi psichici d’ogni natura: svenimenti, disorientamento, incidenti, confusione mentale, "crisi di coscienza", cadute dalle scale, contusioni, slogature, ferite in casa, ustioni. 

Contro la reazione violenta, isterica e angosciata a ciò che accade. Cura lo stress causato da malattie terribili, lutti, spaventi improvvisi.

Può aiutare in caso di febbre alta, convulsioni, choc fisici e psicologici, disturbi locomotori in sportivi provati dallo sforzo, attacchi d’asma attivati da collera, soggetti con crisi d’astinenza da psicofarmaci, fumo, alcol. Per i malati e le persone a loro vicine,  per sostenere i bambini in caso di malattie esantematiche.

 

Si ricorda in ogni caso che il rimedio non è un farmaco, non sostituisce neanche in parte l’intervento di un medico e la terapia necessaria, ma agisce sul piano emotivo e spirituale.

 

Si può prendere anche prima di affrontare qualcosa di impegnativo o situazioni considerate difficili (prima e dopo un'operazione chirurgica, prima e dopo il parto, prima di un processo, dopo l'arrivo di una lettera deludente, dopo una lite in famiglia, dopo una grave crisi familiare, dopo un incidente stradale, dopo un attacco cardiaco, dopo un incidente domestico, quando si è costretti a lavorare in un'atmosfera carica di stress,  prima di una udienza in tribunale, di fronte ad una separazione dolorosa, prima di una visita medica, dopo la visione di un film violento, prima di una inaugurazione, aerei, ecc.). Anche situazioni di tensione di minore incidenza come il dover affrontare discussioni animate, sostenere degli esami, tenere un discorso o una conferenza, o sottoporsi ad un colloquio di lavoro, vengono decisamente facilitate.

Si usa anche in forma di crema neutra, omeopatica, antiallergica e antiabrasiva (il nome commerciale è "Rescue® Cream", che contiene anche l'essenza Crab Apple, molto utile per la pelle) per contusioni accompagnate da gonfiori, eruzioni, ferite da taglio, lievi scottature, articolazioni dolenti, contrazioni muscolari, abrasioni, distorsioni, bruciature, ematomi, slogature, graffiature, punture d’insetti, emorroidi, infiammazioni non gravi.

 La sua applicazione diretta ha dato buoni risultati anche quando applicato su tagli non troppo estesi o profondi, come si è dimostrato molto efficace nel ridurre la rigidità muscolare, applicandola massaggiando delicatamente sull'area interessata o stendendola su un lembo di garza nel caso di ferite o abrasioni.

Si consiglia anche per la prevenzione delle irritazioni della pelle causate dalla pratica sportiva. Come negli unguenti omeopatici, la base comprende miele, cera d'api e acqua, e non contiene lanolina.

 

Bambini

Il trattamento con i fiori di Bach è estremamente utile per i bambini, ma richiede un approfondimento e una specificità trattati altrove.

 L’uso del rescue remedy comunque, può essere consigliato in caso di incidente improvviso o traumatismo, se cade e scoppia in lacrime, quando è spaventato, ecc.

Molto utile anche se preso insieme, sia il genitore che il bambino, nei casi in cui la pazienza sta per esaurirsi....

 In ogni caso è indispensabile rivolgersi al pediatra e ad un esperto di Fiori di Bach.

 

Animali

Anche per gli animali Rescue Remedy può offrire grande  beneficio.

Per cani e gatti possono essere utilizzate le stesse dosi consigliate da Bach per gli esseri umani, 4 gocce nell’acqua 4 volte al giorno oppure a distanza ravvicinata in casi intensi; criceti e canarini metà dose, 2 gocce, invece cavalli, mucche ed asini, 10 gocce in un secchio d'acqua. Si può ripetere anche ogni 15 minuti se necessario. Le gocce si mischiano nell'acqua o nel cibo dell'animale. Se traumatizzati o in stato di incoscienza il rimedio può essere utilizzato direttamente diluendo il concentrato in poca acqua o strofinandolo sulla bocca o all'interno di essa, o sul becco, dietro le orecchie o su altre parti molli del corpo. Si può anche stendere la pomata sulla parte lesa.

 

Piante

Ricercatori come Cleve Backster, come viene riportato nel libro "La vita Segreta delle piante" di Peter Tompkins e Christopher Bird, hanno dimostrato che le piante vengono colpite dagli stimoli ambientali, e che esistono interrelazione tra esse ed altre forme di vita. Non sorprende quindi sapere che il Rescue Remedy sia stato impiegato anche per alleviare traumi durante trapianti botanici, su fiori recisi o su alberi che avessero subito gravi danni. Una goccia ogni litro, disciolte in acqua di annaffiatoio versate o nebulizzate o spruzzate sulle foglie, con regolare applicazione ogni giorno o a giorni alterni, aiuteranno a ridurre lo shock di cui la pianta può soffrire e contribuiranno a rivitalizzarla. 

Negli orti l'aggiunta di 5 o 10 gocce di Rescue all'acqua utilizzata per innaffiare al momento in cui vengono piantati i semi o nella fase di maturazione, aiuta a migliorare i raccolti.

In generale comunque, tutte le piante reagiscono in modo sorprendente alle energie armoniche dei Fiori di Bach. Di norma è sufficiente versare alcune gocce di Rescue Remedy nell'acqua, per esempio dopo un trasloco, dopo un travaso, in seguito ad una caduta, dopo un temporale, ecc. Sembra anche che le piante da appartamento beneficino della combinazione di fiori assunta dal loro proprietario. Così, i resti delle nostre vecchie combinazioni, invece di buttarli, li possiamo versare nell'acqua per innaffiare....

 

 

 Scrivimi per una consulenza personalizzata.

 

Pre

Vibrazione cromatica abbinata al Rescue

 

 

 

 

leggi di più 0 Commenti

Per-corso di consapevolezza con i Fiori di Bach

 Ci sono molti modi di usare i fiori, e di insegnare ad usarli.

In questi anni di pratica con le essenze e di lavoro di counseling, ho avuto modo di studiare e sperimentare l’approccio classico di Bach e poi quello di diversi autori, tra cui Kraemer, Scheffer, Orozco, fino a trovare una sintesi personale che propongo ai clienti nei percorsi di crescita personale, e agli allievi nei corsi di formazione.

 

Nel primo livello del percorso, come della formazione, si segue tendenzialmente l’approccio sintomatico, ovvero quella secondo cui ad un certo sintomo si risponde con un certo fiore. La persona ci parla di ciò che la disturba, nel corpo o nell’animo, e in base a questo scegliamo quale essenza proporre.

In questo caso la scelta del fiore è semplice, immediata, e anche il fiore lavora in modo diretto: allevia il disturbo, il fastidio, e/o dà sollievo all’emozione del momento. Con l’esperienza ho visto come partire da qui permette alla persona di aprirsi con maggiore fiducia al lavoro dei fiori e alla possibilità di un percorso di crescita personale e di riequilibrio più articolato e profondo.

 

Nel secondo livello della formazione, infatti, cominciamo a riflettere su come impostare un percorso di crescita e consapevolezza nostro e del nostro cliente, che porti alla soluzione dei disturbi e dei fastidi attraverso una comprensione più profonda del loro messaggio.

Cominciamo a guardare come funziona la nostra mente attraverso lo strumento dell’analisi transazionale,  e introduciamo la comprensione di come alle volte si creino conflitti tra questa e il percorso evolutivo della nostra anima.

L’anima tende naturalmente verso la realizzazione, l’espansione, l’uno, mentre la mente verso la sopravvivenza, la conservazione, il due, ecc... Questi conflitti, qui grandemente semplificati, generano disarmonia e sofferenza, e questa sofferenza si manifesta nella nostra vita a diversi livelli.

 

In questa dimensione il lavoro con i fiori “cambia direzione”: non più solo il fiore individuato per l’aspetto disarmonico manifestato nella vita, ma anche e soprattutto la ricerca delle risorse che sostengono l’evoluzione. Da questo livello prendono molta importanza le intenzioni e, appunto, la consapevolezza  delle risorse.

 

Lavorando con le risorse e le intenzioni noi invitiamo la composizione e lo scioglimento di questi conflitti attraverso la realizzazione di una comprensione più ampia e di un…..”allargarsi” della nostra coscienza. Appropriarci delle nostre risorse, riscoprirle o recuperarle ci permette di scegliere sempre di più, ci permette di essere pienamente, e di essere sempre più liberi.

 

Le risorse che i fiori ci offrono altro non sono che uno specchio delle nostre…. non sono flaconcini magici di fiducia o capacità o amore o efficienza, ma piuttosto “attivatori” che ci ricordano che dentro di noi c’è tutto ciò di cui abbiamo bisogno.

 

E qui arriviamo ad un punto importante. Dobbiamo ricordare e comprendere che le risorse impariamo a tirarle fuori, e ci rammentiamo di averle, quando ne abbiamo bisogno, quando sono necessarie, quando la questione diventa nuotare o affogare.... quando ci sentiamo in un certo senso costretti.

Ci sono volte in cui qualcosa è già lì pronto a sbocciare, e allora basta nulla per farlo fiorire, ma altre volte queste risorse che i fiori ci rispecchiano sono sepolte sotto ferite, resistenze, paure, blocchi, storie e dolori di ogni tipo, per cui ritirarle fuori può apparire come un viaggio doloroso proprio attraverso quelle ferite, quei dolori, quelle resistenze. E allora i fiori sembrano attivare proprio tutto questo, come un faro che all’improvviso illumina demoni da tempo sopiti, che si svegliano e ricominciano a mordere.

In questo senso possiamo usare i fiori come una “mappa” che ci guida all’ascolto e alla consapevolezza delle nostre emozioni, sostenendoci finalmente nella possibilità di rimanere in contatto con l’emozione presente, figlia spesso di un vissuto antico, dolore lontano incistato nel corpo e nell’intero sistema, aiutandoci a stare lì in ascolto, presenti, fino alla naturale trasformazione e scioglimento del vissuto stesso.

 

L’altro importante ingrediente di questo approccio sono le intenzioni.

Il formulare un’ intenzione è  un segnale molto forte che noi lanciamo, dicendo all'universo: ok, voglio guarire questa cosa, o impararla, o farle posto nella mia vita. Il sottinteso, che dimentichiamo di dire, ma che non dimentica di essere presente nel campo è: sono pronta ad affrontare ciò che mi impedisce di ricordare che sono tutt’uno con il tutto, con l’essere, e dunque anche con ciò che ora percepisco come separato da me. L’intenzione convoglia l’energia dandole una precisa direzione, e mi permette, che ne sia consapevole o meno, di allinearmi con il suo flusso portandomi proprio dove ho bisogno di andare per risolvere quel sintomo, ovvero per abbandonare l’illusione della separazione.

 

Quindi componendo il bouquet di una boccettina,  e dandole un nome (ovvero, appunto un’intenzione/direzione), accendo un forte riflettore, e a volte spalanco una porta sulle mie ferite, sui miei buchi, su quegli aspetti di me dove ho perso contatto con la mia essenza. A volte questo è difficile e doloroso, a volte invece semplicemente scivola dolcemente, dipende da quanto in profondità siamo disposti ad andare o a lasciar andare.

A questo punto solitamente lavoriamo con i fiori centrali, i 12 guaritori, portatori del messaggio più sottile e profondo, ma a volte troppo lontano dalla coscienza o negato perché la persona possa iniziare da qui il proprio viaggio.

 

Nel terzo livello della formazione l’enfasi viene posta sulla dimensione energetica, e sul lavoro dei fiori sui corpi sottili e sul riequilibrio dei chakra, mentre nel quarto tutti questi elementi vengono ricomposti in una visione unitaria.

 

Scrivetemi se volete saperne di più.

 

Sperando di incrociare i nostri sentieri vi abbraccio, e vi mando un fascio di wild oat, che come il vento di maestrale ci porti tutti verso Casa.

 

leggi di più 0 Commenti