La storia che il corpo racconta

Ormai sappiamo tutti che il corpo non mente.

Che in ogni cellula conserviamo memorie personali, familiari, secondo gli ultimi studi di epigenetica addirittua risalenti fino a quattro generazioni dietro di noi.

A volte una valigia pesante, a volte un vero fardello.

 

Eppure prestando attenzione al modo come respiriamo, all’organizzazione del corpo, agli schemi di movimento, alle tensioni croniche o a quei dolori così familiari che ci sembrano ormai parte di noi possiamo aprirci alla relazione con le nostre emozioni e con il modo come ci relazioniamo con noi stessi e con gli altri. Possiamo portare la luce della consapevolezza e della guarigione davvero in profondità.

 

Una parte del lavoro di Mindful Counseling è dedicato proprio all’esplorazione del corpo e del suo linguaggio, e alla trasformazione di ciò che ci allontana dal momento presente, partendo proprio dal piano fisico. In questo lavoro l’approccio sarà sia verbale che corporeo ed utilizzeremo il dialogo e alcuni tipi di tecniche fisiche, di meditazione, di ascolto, di attenzione consapevole, che hanno la funzione di esplorare ed eventualmente modificare i modelli del respiro, dell’organizzazione muscolare e dello schema corporeo al fine di realizzare un sempre maggiore benessere, ed una sempre maggiore presenza.

 

 

 

La tecnica elettiva è quella della consapevolezza, e si lavora in modo tale che la persona possa osservarsi nelle proprie diverse manifestazioni, comprendendo come tanti vissuti corporei si sono formati e cosa ci chiedono. Di quali bisogni inascoltati si fanno portavoce. Attraverso l’apertura al corpo e del corpo ci si adopera per scoprire il contesto originario dell’emozione che si presenta, e con la consapevolezza del qui ed ora e un necessario atteggiamento empatico e sensibile, potremo esplorare, confrontarci, accogliere e magari trasformare ciò che il corpo racconta. Spiegare le nostre ali, anche se per tutta la vita ci sono sembrate solo delle orecchie troppo grandi....

 

Scrivimi se vuoi informazioni, e raccontami dove sei nel tuo viaggio nel corpo, se ti va.

A presto

Ilaria

 

 

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